Antonino Saggio,
professore di Progettazione architettonica alla Sapienza, è uno scrittore molto
prolifico con testi sulla storia architettonica, sulle teorie architettoniche,
sulle filosofie e sugli architetti. Ha recentemente terminato un libro,
Architettura e modernità. Dal Bauhaus alla rivoluzione informatica, sulla
storia architettonica all'incirca degli ultimi 100 anni. Il lavoro è anche
basato sulla Collana The IT Revolution in Architecture, che ricerca la
relazione tra l’architettura e l’informazione. I Libri della collana sono
tradotti in cinese, facendo conoscere
agli architetti cinesi la teoria e le tecniche più avanzate nella
progettazione internazionale.
Non è un libro generale
sulla storia architettonica questo che recensiamo. Antonino Saggio afferma
nell’introduzione il suo motivo: “La necessità che muove la scrittura di questo
libro è che la presenza così forte e massiccia dell’informazione di modi di
produzione completamente distinti da quelli industriali e manifatturieri
impongono la creazione, come direbbe Thomas Kuhn, ‘di una scienza
rivoluzionaria anche in architettura’… Si tratta quindi di una scienza che
riformuli i suoi assunti, il suo contesto, i suoi metodi, perché troppo forti
sono i cambiamenti intorno a noi per cercare di comprenderli dentro un modello
nato in tutt’altro contesto e per tutt’altre ragioni”.
Il libro si articola in
otto capitoli, secondo un’impostazione cronologica, dalla fase fondamentale
dell’età macchina, il dibattito tra internazionalità e università, il
significato della città nel dopoguerra, il Big bang degli anni sessanta, il
tema del linguaggio e quello del contesto, le interconnessioni dinamiche, fino
alla rivoluzione della nuova macchina, che conclude il volume.
All’inizio del libro si
capisce che a causa del grande cambiamento derivato dalla rivoluzione
industriale, sono emerse le nuove esigenze della vita quotidiana, della
condizione di lavoro, ed anche la cosiddetta
“questione delle abitazioni” . La cosa più importante è che la
rivoluzione industriale ha apportato le nuove macchine, i nuovi materiali e le
nuove tecnologie, con cui gli architetti avrebbero potuto creare l’architettura
completamente nuova. Nei soli primi anni, emergono i più importanti
protagonisti dell’architettura, della cultura di quel tempo, che hanno proposto
il pensiero moderno che è continuato fino agli anni Cinquanta. Durante questo
periodo, incontriamo alcune personalità internazionali, e molti architetti
italiani che sono pochissimo conosciuti
dagli architetti cinesi, ma che hanno un ruolo cruciale in una storia completa
dell’architettura e dell’urbanistica.
Il libro prosegue poi
presentando in ampio spazio personaggi importanti e conosciuti ed analizzando
anche il Post-Moderno e l' High-Tech.
Dopo qualche decina
d’anno d’apparenza prima modernismo, e poi a vari movimenti di critica al
modernismo gli architetti hanno elaborato a partire dalla fine degli anni
Ottanta delle nuove tendenze. Tendenze
che non sono derivate, come il modernismo, da una almeno teoricamente
"oggettiva" interpretazione delle esigenze della società, ma dal
mondo della architettura stessa. nel Come
modernismo, anche questi architetti sono in possesso di nuove
tecnologie, nuovi materiali e strumenti.
Queste sezioni a mio avviso sono trattate meno approfonditamente delle precedenti, forse perché non si può
riassumere bene con una distanza temporale così
breve.
Tramite il racconto di
questo libro si può desumere che l’arco
temporale di questi anni è un periodo con andamento spiraliforme: dalla
macchina prodotta dalla seconda rivoluzione industriale alla macchina nuova
allegata all’attuale tecnica informatica.
Per scrivere un libro di
storia bisogna non solo conoscere bene la materia, ma anche essere capace di
raccontare. L’autore ha una scrittura chiara e una narrazione fluida e agevole,
e anche una struttura concisa ma efficace segnata dalle immagini che illuminano
il percorso. Insieme a degli aspetti conoscitivi questo testo propone una
lettura critica sugli aspetti dell’espressività progettuale e anche indaga
molte relazioni tra la progettazione l’arte, la filosofia, la politica e
l’economia.
Unica pecca, secondo me,
e che manchi un po’ l’analisi della situazione sociale corrisposta allo
sviluppo dell’architettura di questi anni. Ma rimane un bel manuale in cui si
possono trovare numerosi riferimenti, dati, informazioni e i commenti sulla
storia architettonica dei recenti 100 anni.