venerdì 18 novembre 2011

Architettura e Modernità. Dal Bauhaus alla rivoluzione informatica


Antonino Saggio, professore di Progettazione architettonica alla Sapienza, è uno scrittore molto prolifico con testi sulla storia architettonica, sulle teorie architettoniche, sulle filosofie e sugli architetti. Ha recentemente terminato un libro, Architettura e modernità. Dal Bauhaus alla rivoluzione informatica, sulla storia architettonica all'incirca degli ultimi 100 anni. Il lavoro è anche basato sulla Collana The IT Revolution in Architecture, che ricerca la relazione tra l’architettura e l’informazione. I Libri della collana sono tradotti in cinese, facendo conoscere  agli architetti cinesi la teoria e le tecniche più avanzate nella progettazione internazionale.
Non è un libro generale sulla storia architettonica questo che recensiamo. Antonino Saggio afferma nell’introduzione il suo motivo: “La necessità che muove la scrittura di questo libro è che la presenza così forte e massiccia dell’informazione di modi di produzione completamente distinti da quelli industriali e manifatturieri impongono la creazione, come direbbe Thomas Kuhn, ‘di una scienza rivoluzionaria anche in architettura’… Si tratta quindi di una scienza che riformuli i suoi assunti, il suo contesto, i suoi metodi, perché troppo forti sono i cambiamenti intorno a noi per cercare di comprenderli dentro un modello nato in tutt’altro contesto e per tutt’altre ragioni”.
Il libro si articola in otto capitoli, secondo un’impostazione cronologica, dalla fase fondamentale dell’età macchina, il dibattito tra internazionalità e università, il significato della città nel dopoguerra, il Big bang degli anni sessanta, il tema del linguaggio e quello del contesto, le interconnessioni dinamiche, fino alla rivoluzione della nuova macchina, che conclude il volume.
All’inizio del libro si capisce che a causa del grande cambiamento derivato dalla rivoluzione industriale, sono emerse le nuove esigenze della vita quotidiana, della condizione di lavoro, ed anche la cosiddetta  “questione delle abitazioni” . La cosa più importante è che la rivoluzione industriale ha apportato le nuove macchine, i nuovi materiali e le nuove tecnologie, con cui gli architetti avrebbero potuto creare l’architettura completamente nuova. Nei soli primi anni, emergono i più importanti protagonisti dell’architettura, della cultura di quel tempo, che hanno proposto il pensiero moderno che è continuato fino agli anni Cinquanta. Durante questo periodo, incontriamo alcune personalità internazionali, e molti architetti italiani  che sono pochissimo conosciuti dagli architetti cinesi, ma che hanno un ruolo cruciale in una storia completa dell’architettura e dell’urbanistica.
Il libro prosegue poi presentando in ampio spazio personaggi importanti e conosciuti ed analizzando anche il Post-Moderno e l' High-Tech.
Dopo qualche decina d’anno d’apparenza prima modernismo, e poi a vari movimenti di critica al modernismo gli architetti hanno elaborato a partire dalla fine degli anni Ottanta delle nuove tendenze. Tendenze  che non sono derivate, come il modernismo, da una almeno teoricamente "oggettiva" interpretazione delle esigenze della società, ma dal mondo della architettura stessa. nel Come  modernismo, anche questi architetti sono in possesso di nuove tecnologie,  nuovi materiali e strumenti. Queste sezioni a mio avviso sono trattate meno approfonditamente delle  precedenti, forse perché non si può riassumere bene con una distanza temporale così  breve.
Tramite il racconto di questo libro si può desumere  che l’arco temporale di questi anni è un periodo con andamento spiraliforme: dalla macchina prodotta dalla seconda rivoluzione industriale alla macchina nuova allegata all’attuale tecnica informatica.
Per scrivere un libro di storia bisogna non solo conoscere bene la materia, ma anche essere capace di raccontare. L’autore ha una scrittura chiara e una narrazione fluida e agevole, e anche una struttura concisa ma efficace segnata dalle immagini che illuminano il percorso. Insieme a degli aspetti conoscitivi questo testo propone una lettura critica sugli aspetti dell’espressività progettuale e anche indaga molte relazioni tra la progettazione l’arte, la filosofia, la politica e l’economia.
Unica pecca, secondo me, e che manchi un po’ l’analisi della situazione sociale corrisposta allo sviluppo dell’architettura di questi anni. Ma rimane un bel manuale in cui si possono trovare numerosi riferimenti, dati, informazioni e i commenti sulla storia architettonica dei recenti 100 anni.

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